Educare alla Bellezza

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Chi siamo

La Bellezza senza dubbio non fa le rivoluzioni.
Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della Bellezza.
Albert Camus

Educare alla Bellezza è una realtà artistico teatrale e un blog. Presto sarà anche un'associazione di promozione sociale.

La vita dell'uomo è una rivoluzione continua e alla Bellezza bisogna essere educati.
Ma educare alla Bellezza non è semplice. Per cominciare, è indispensabile riconoscerla e molto spesso riconoscerla è la parte più complicata della faccenda: una matassa, sempre identica e altrettanto ingarbugliata, di difficile soluzione e comprensione.
Matassa i cui fili tracciano i contorni, il perimetro della nostra vita; matassa da sbrogliare per poter essere felici.
Sbrogliata, c'è da farla propria, nutrirla e solo dopo, quando la si conosce bene, dopo un'accurata ricognizione, condividerla.
La Bellezza a cui sono stato educato è quella del Mediterraneo, delle montagne che circondano città come Sarajevo: sembrano piegate dal vento e come un'immensa grata fanno baluardo al mondo di fuori, custodiscono le memorie di una storia da cui tutti veniamo. Una storia che profuma di olio e di pane, delle spezie, delle foglie d'ulivo, che ha il rumore dei singhiozzi amari delle vedove avvolte nel nero e delle voci longeve, del ridere rauco degli anziani, facce rugose, come scavate dalla pioggia e dal sole, occhi inquieti, pelle corrosa e mani incallite.
La Bellezza a cui sono stato educato è la stessa che ho bisogno di condividere ora, nel modo in cui si condivide il peperoncino a cena o il caffè, amaro come il Mediterraneo e non per questo cattivo, ma concreto.
Educare alla Bellezza matura dalla convinzione che si debba guardare al Mediterraneo, sostrato del nostro itinerario artistico, come ad un patrimonio indelebile della cultura italiana ed europea. Patrimonio che costituisce, senza ombra di dubbio, un'opportunità tout court per le generazioni che abitano il presente e per quelle che lo abiteranno. Di interpretazione del presente e di immaginazione del futuro.
Mediterraneo e Bellezza sono parole che, se allontanate dall'abusato cliché, mostrano con un realismo scottante, l'umanità cosmopolita e dinamicamente mutante, errante, resiliente.
Educare alla Bellezza è stata, sin dall'inizio, nelle mie e nelle intenzioni di chi ha da subito preso il testimone dalle mie mani un insieme di elementi solo in apparenza contrastanti, tangenti tra loro: autentici spazi di confronto e incontro, in cui potersi riappropriare delle nostre radici, che hanno nutrito l'identità storico-culturale dei padri.
Educare al significato autentico delle parole Mediterraneo e Bellezza significa avere una chiara, concreta intenzione pedagogica, fondata sui principi dell'educazione non formale.

Come lavoriamo
Per noi guardare al Mediterraneo come ad un patrimonio recipiente da cui non solo attingere, ma anche tornare a riempire; ha significato per prima cosa costruire uno spazio di confronto e incontro - Educare alla Bellezza - innestato sullo scambio e sulla condivisione del processo di apprendimento, incoraggiando la cooperazione.
Il primo passo è stato toglierci di dosso l'opprimente stanchezza cerebrale, malanno della nostra generazione, e appropriarci del nostro tempo. Prenderci un caffè con un frammento umano incontrato per caso e mettere nel barattolo dei cantucci idee e sensazioni è occasione di crescita, un momento in cui sperimentare e imparare e non arrendersi all'estraneità. Il tempo per un caffè si impregna nei nostri cantieri di un significato didattico.
Teatro, arte e blog sono i nostri strumenti più congeniali di fare restituzione. Dare agli uomini e alle donne di oggi una narrazione che depotenzia la matericità di situazioni e personaggi e dà ampio margine alle storie che a noi piace chiamare disperse, in cui potersi immedesimare e dall'empatia creare storie non ancora scritte.
L'associazione sarà al servizio di teatro, arte e blog e al tempo stesso una importante e necessaria opportunità di fare rete, mettendo in discussione il suo ridursi ad una piattaforma social che rischia di corrompere e fagocitare.

Antonio Roma